Ansia e terrorismo

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Ansia e terrore sono purtroppo entrati nella nostra vita quotidiana, le pagine dei giornali e dei social media diffondono sempre più spesso notizie drammatiche. Ci presentano casi di morti, di feriti, che appaiono come persone del tutto normali, che, però, si trovavano a essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. 

E' facile per tutti noi immedesimarci nelle vittime degli attacchi terroristici, perché sono gente come noi, che alla mattina va a lavorare con i mezzi pubblici, o che, per lavoro o per diletto, decide di partire in aereo. Non sono eroi, o persone che conducono una vita particolare, soldati che magari hanno scelto di combattere in zone pericolose, ma persone comuni. E' per questo che scatta la paura che possa accadere anche a noi di diventare, come loro, il bersaglio di un atto terroristico.

E cosa succede quando questo timore cresce, magari leggendo le notizie o guardando la TV? Si possono attivare delle reazioni fisiologiche tipiche delle situazioni di pericolo, cioè battito cardiaco e respirazione accelerati, un aumento della pressione muscolare. Sono le risposte che il nostro organismo innesca davanti alle situazioni pericolose. Questi riscontri, tuttavia, dovrebbero essere temporanei, altrimenti si rischia che da fisiologica la condizione diventi patologica. Che la paura si  trasformi in angoscia, persino in attacchi di panico.

Varie ricerche scientifiche hanno dimostrato che  la visione ripetuta di determinate immagini può provocare gli stessi effetti di un Disturbo Post Traumatico da Stress, e può influenzare la qualità del sonno, favorire l'insorgenza di incubi notturni e di disturbi comportamentali. Si comincia ad avere timore a uscire, a frequentare il solito ristorante, a prendere un treno. Per poi finire per chiudersi in noi stessi, attivando una spirale di apprensione e angoscia, che si autoalimenta.

Cosa fare allora? Innanzitutto capire che non bisogna avere paura di avere paura. Sembra un gioco di parole, ma non lo è. E' importante ammettere che può esistere un pericolo reale, ma che si deve imparare a gestirlo, non a scappare davanti a lui. Si può cercare di ridurre la tensione, condividendo, per esempio, le nostre sensazioni con gli altri. Non esiste mezzo migliore per allentare l'ansia che condividerla. Scopriremo, infatti, di non essere gli unici a sperimentare  l'angoscia, ma che anzi questa è ben presente in tantissimi di noi.

E' giusto, insomma, provare un po' di allarmismo, ma non è corretto stravolgere la propria vita e le proprie abitudini. Non si può e non si deve rinunciare al nostro modo di vivere. Altrimenti è sicuro, si diventerà davvero schiavi dell'ansia e delle nostre paure.