La personalità evitante

Disturbo di Personalità Evitante

All'interno delle tre  classi di disturbi della personalità (DP), esiste quello evitante. Questo problema rientra  nel cosiddetto "gruppo C" e comprende tutte quelle persone che mostrano tratti di inibizione sociale, di inadeguatezza e di ipersensibilità ai giudizi negativi.

Chi manifesta il  DP evitante cerca  prima di tutto di rifuggire da quelle attività ludiche o professionali che implicano un  contatto interpersonale, per timore di essere criticato o disapprovato. Può perfino rifiutare offerte di promozione sul lavoro, poiché le nuove responsabilità potrebbero provocare un rimprovero dai colleghi.

Farsi  nuovi amici costituisce una sfida impossibile, il terrore di non sentirsi accettati, o presi in giro, limita fortemente le interazioni sociali. Chi soffre di questo problema tende a chiudersi in una cerchia ristretta di vecchi amici, dove si sente "capito". E se succede che anche in quest'ambito emergano velate accuse, ci si sente subito feriti dal punto di vista psicologico.

La vita sentimentale di queste persone e' spesso inesistente, hanno, infatti, paura a mettersi in gioco e a esporsi, temendo di finire ridicolizzati.

Sono timidi, quieti, inibiti, persino "invisibili", sospettano, insomma,  che qualsiasi attenzione imprevista possa essere umiliante o rifiutante. Si aspettano che, indipendentemente da ciò che dicono, gli altri li ritengano sbagliati.

Queste persone credono di essere socialmente inetti, non attraenti e del tutto inferiori agli altri. Sono molto riluttanti ad assumersi rischi personali o a impegnarsi in qualsiasi nuova occupazione, per evitare imbarazzi. Sono inclini  a esagerare i possibili pericoli di situazioni ordinarie,  la loro necessità di certezza e di sicurezza determina così uno stile di vita coartato.

La prevalenza di questo DP è di circa il 2.4% della popolazione,  è presente in uguale misura tra maschi e femmine. In genere esordisce nella prima infanzia, con manifestazioni di timidezza esagerata, che, con l'avanzare dell'età, diventa sempre più patologica.

Ma da dove nascono tutte queste limitazioni che chi soffre di  DP evitante manifesta? La letteratura non e' del tutto concorde sull'origine di questo disturbo. Una famiglia di origine molto pervasiva, con tendenza all'ossessività, che non abbia mai favorito una crescita graduale dell'indipendenza del bambino e' stata, però, spesso riscontrata. E' come se non fosse concesso a queste persone di crescere dal punto di vista emotivo, di imparare ad affrontare le normali difficoltà della vita. Sono state tenute in una "gabbia" psicologica,  comoda, perché molte volte i loro genitori si sono prodigati a soddisfare i loro apparenti bisogni, ma non li hanno mai lasciati liberi di sbagliare. Anzi hanno sempre enfatizzato la loro incapacità ad affrontare l'esistenza senza il sostegno della famiglia.

Questi ragazzi possono anche incontrare una serie di ostacoli a scuola, in quanto finiscono per essere oggetto di bullismo. Che ovviamente rinforza ulteriormente i loro sentimenti di inferiorità e di bassa autostima.

Ma si può risolvere questo disturbo? In genere si',  chi soffre di DP evitante risponde bene alla psicoterapia (sia di sostegno, che di tipo psicodinamico), a patto che il terapeuta assuma un atteggiamento di accettazione e comprensione delle angosce del paziente. E che poi lo accompagni in un percorso di crescita personale, in cui l'ansia  del rifiuto si integri ad altri aspetti positivi e non costituisca più un punto di non ritorno.