Vedersi bruttissime

Distorsione percettiva

A tutte può succedere di guardarsi allo specchio e non piacersi. Ma se questo accade continuamente e in modo costante non si tratta di un caso, ma di un disturbo psicologico: la dismorfia corporea. Come si manifesta? Con un'angoscia persistente per alcune imperfezioni fisiche, che in genere non vengono neppure notate dagli altri, ma che, per il soggetto in questione rivestono un'importanza fondamentale. Si mettono in atto, allora, comportamenti ripetitivi, come specchiarsi, curarsi in modo eccessivo, stuzzicarsi la pelle, ricercare assicurazione, oppure pensieri fissi, quali il confrontare il proprio aspetto con quello delle altre persone.

L'ansia per come si appare non è giustificata da come si è in realtà, questo disturbo può infatti colpire donne bellissime, che, però, si sentono delle vere e proprie cenerentole. E può essere legato a qualsiasi parte del corpo (gli occhi, i denti, il peso, lo stomaco, le gambe, il viso, i capelli).

Questo disagio causa una vera e propria compromissione della Qualità della Vita in ambito personale, sociale o lavorativo. Le preoccupazioni sono intrusive, indesiderate e consumano molto tempo (fino a 8 ore al giorno) ed è difficile resistervi o controllarle. Alcune donne arrivano a scottarsi la pelle con la lampada, pur di favorire la guarigione di un brufolo, a cambiarsi abito ogni ora o a fare acquisti compulsivi di prodotti estetici. Altre ricorrono alla chirurgia plastica in modo irrefrenabile. Altre ancora intraprendono azioni legali nei confronti dei medici che le hanno operate, perché insoddisfatte del risultato estetico ottenuto. La letteratura ha addirittura segnalato casi di persone che si sono operate da sole, pur di "correggere" alcuni difetti immaginari!

In genere l'età di insorgenza di questa patologia è tra i 16 e i 17 anni, con sintomi subclinici che si evidenziano intorno ai 12-13 anni. La prevalenza e' del 2.4%, con una presenza maggiore di donne rispetto agli uomini.

La prevalenza della dismorfia corporea e' significativamente più alta nelle persone che frequentano centri dermatologici, estetici o di chirurgia maxillo facciale, arrivando anche al 10%.

Questo problema è stato associato ad alti tassi di trascuratezza e di abuso durante l'infanzia. I traumi pregressi possono avere modificato la propria immagine corporea e la stima di sé, fino al punto da non essere in grado di riconoscersi più, in senso letterale.

Ma come si può guarire dal disturbo dismorfico? Con un percorso di psicoterapia, che vada ad analizzare le angosce presenti e i fantasmi del passato. Che valuti il danno emotivo che si e' venuto a creare e, allo stesso tempo, provi a ripristinare una nuova rappresentazione di sé, più idonea e adeguata.

Del disturbo dismorfico si è parlato poco nel passato, solo negli ultimi decenni l'attenzione degli specialisti si e' concentrata su chi ne soffre. Spesso, inoltre, e' stato collegato ai disturbi della sfera alimentare, come l'anoressia, in cui ci si percepisce grassi, anche se si è pelle e ossa. Ma questo problema va oltre a questi casi e andrebbe studiato di più e discusso in modo maggiormente approfondito.