Faq

  1. Perché decidere di andare dallo Psicologo
  2. Differenze tra Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo, Psicanalista, Psichiatra, Neurologo
  3. Differenze tra psicanalisi e psicoterapia
  4. Come scegliere uno Psicoterapeuta
  5. Come capire se la psicoterapia funziona
  6. Si possono ripetere le valutazioni della memoria?
  7. Cosa succede se si riscontra un decadimento ai test?


PERCHE' DECIDERE DI ANDARE DALLO PSICOLOGO

Si decide di farsi aiutare da uno specialista perché si arriva a un punto che “non ce la si fa più ad andare avanti”. Questo può accadere per diverse motivazioni, esterne o interne, perché da tempo si e’ fortemente insoddisfatti e in preda a dubbi, o perché all’improvviso, davanti a una serie di ostacoli imprevisti, non riusciamo più a reagire come di consueto. Ci si trova allora bloccati, angosciati, incapaci di prendere qualunque decisione o iniziativa. Gli amici o il partner non riescono, forse perché parte in causa del disagio, ad aiutarci a vedere i problemi in modo oggettivo. Uno Psicologo, allora, può aiutare a focalizzare con chiarezza gli ostacoli e a collegare tra di loro le nostre reazioni e le nostre emozioni. Come in una sorta di “puzzle” si può cominciare, nel percorso di psicoterapia, a unire insieme i diversi pezzi della nostra vita, in modo da arrivare a una visione di insieme diversa. Si giunge così a una maggiore consapevolezza della propria persona, riuscendo a individuare le priorità personali e a cambiare le strategie inadeguate, in modo da evitare gli stessi errori del passato.

DIFFERENZE TRA PSICOLOGO, PSICOTERAPEUTA, NEUROPSICOLOGO, PSICANALISTA, PSICHIATRA, NEUROLOGO

Lo Psicologo e’ uno specialista che ha conseguito l’abilitazione attraverso l’esame di stato ed è iscritto all’Albo degli Psicologi. Uno Psicologo, per esempio, può occuparsi di colloqui clinici, di psicodiagnosi, e non praticare la psicoterapia.
Chi poi tra gli Psicologi decide di intraprendere un training formativo in psicoterapia (che può essere di diversa impostazione) diventa anche Psicoterapeuta (esiste un albo specifico degli Psicoterapeuti Italiani). Non tutti gli Psicologi quindi sono Psicoterapeuti; mentre quasi tutti gli Psicoterapeuti sono Psicologi (e’ presente un numero ridotto di Psicoterapeuti Medici).

Lo Psicoterapeuta, come si diceva, e’ uno Psicologo che, oltre alla laurea e all’iscrizione all’Albo degli Psicologi, ha concluso una formazione specifica in psicoterapia. Esistono al momento molte scuole di psicoterapia di diverso indirizzo (psicanalitico, cognitivo-comportamentale, sistemico..). Può iscriversi all’Albo degli Psicoterapeuti solo chi ha frequentato e concluso una di queste scuole di psicoterapia ufficiali.

Il Neuropsicologo e’ uno Psicologo iscritto all’Albo degli Psicologi (più raramente un Neurologo), con una formazione specifica in neuropsicologia. Ha pertanto acquisito un training particolare sulle funzioni cognitive e sugli strumenti (i test) che le misurano.

Lo Psicanalista e’ uno Psicologo o uno Psichiatra che ha terminato un’analisi personale e didattica (anche qui esistono diversi indirizzi) e offre ai pazienti non un trattamento psicoterapeutico, ma un percorso analitico (vedi voce: differenza tra psicoterapia e psicanalisi).

Lo Psichiatra e’ un medico, laureato in medicina e chirurgia e specializzato in psichiatria. Lo Psichiatra può prescrivere farmaci, al contrario degli Psicologi, che non essendo medici, non possono consigliare alcun trattamento farmacologico ai pazienti.
In genere lo Psichiatra tratta problemi più gravi di quelli gestiti da uno Psicologo.

Il Neurologo e’ un medico, laureato in medicina e chirurgia e specializzato in neurologia.
Un tempo le due specialità (psichiatria e neurologia) erano unite e si parlava di Neuropsichiatri. Oggi invece esiste solo il Neuropsichiatra infantile (che si occupa di bambini e adolescenti), il Neurologo (che cura principalmente le patologie legate al sistema nervoso centrale o periferico) e lo Psichiatra (che si occupa di disturbi psichiatrici).
Le patologie neurologiche, come ad esempio l’Epilessia o il Parkinson, sono sempre curate con una terapia farmacologica mirata. Il paziente può avere anche bisogno di un supporto psicologico, per riuscire a gestire meglio gli ostacoli reali e le difficoltà emotive a volte associate a queste malattie.

DIFFERENZE TRA PSICANALISI E PSICOTERAPIA

Obiettivo della psicanalisi e’ una modificazione strutturale e profonda della personalità. Per arrivare a questi risultati, almeno nell’analisi “classica” freudiana, si utilizza un setting particolare (il lettino e lo Psicanalista alle spalle), la frequenza degli incontri e’ molto ravvicinata (3 anche 4 sedute alla settimana), si istaura una regressione profonda, attraverso diverse tecniche, come l’elaborazione dei sogni. La durata di un’analisi e’ di diversi anni.

La psicoterapia, invece, e’ principalmente rivolta alla risoluzione del sintomo. Per esempio un paziente soffre di una fobia particolare: con l’analisi arriverà a una modificazione profonda della sua personalità, con la psicoterapia raggiungerà un risultato più mirato, focalizzato all’eliminazione del sintomo (in questo caso la fobia). Per ottenere questo risultato lo Psicoterapeuta farà uso di tecniche meno regressive, utilizzerà un colloquio vis à vis (e non il lettino); la frequenza di solito è di una seduta alla settimana, per un periodo di circa un anno.

COME SCEGLIERE UNO PSICOTERAPEUTA

La scelta di uno Psicoterapeuta e’ particolarmente delicata: occorre innanzitutto selezionare uno/ una specialista ovviamente iscritto/a all’Albo corrispondente, e che dimostri di avere un curriculum adeguato. Rispetto ad altre figure, lo Psicoterapeuta deve però anche “piacere”, nel senso che un paziente deve all’inizio sentirsi accettato e in sintonia con lo/la specialista. Con l’evolversi del processo psicoterapeutico inevitabilmente sorgeranno momenti di disagio (si affronteranno temi delicati), ma e’ importante che il paziente si senta a proprio agio con lo Psicoterapeuta.

La psicoterapia infatti rappresenta un percorso da costruire insieme, specialista e paziente, ed e’ sostanzialmente diversa da una visita medica, dove il rapporto medico/paziente non incide necessariamente sul risultato finale (un buon Oculista non deve necessariamente essere empatico!)

COME CAPIRE SE LA PSICOTERAPIA FUNZIONA
 

Si capisce che una psicoterapia funziona se, dopo qualche mese, ci si accorge di avere un approccio ai problemi leggermente diverso, se si e’ capaci di pensare a strategie alternative e a nuove soluzioni. Naturalmente capita (e capita spesso) che ci siano momenti di ricaduta, ma, anche in questi casi, se la psicoterapia è efficace, si e’ consapevoli del percorso attuato. In caso di dubbi, se si teme che  la psicoterapia sia in una fase di impasse, occorre parlarne senza timore con il proprio terapeuta, per chiarire la situazione e capire in quale direzione si stia andando.

La psicoterapia NON funziona se ci si sente sempre uguali a prima, e se, dopo mesi dall’inizio, non si verifica alcun cambiamento.


SI POSSONO RIPETERE LE VALUTAZIONI DELLA MEMORIA?

Le valutazioni della memoria possono e, in alcuni casi, devono (come nelle malattie croniche), essere ripetute, per verificare lo stato cognitivo, e analizzare se vi e’ un deterioramento in atto. Non possono però essere effettuate prima di 4-6 mesi dall’ultimo esame, perché altrimenti l’effetto apprendimento influenza  i risultati finali  (i contenuti delle prove possono essere diversi, ma l’impostazione rimane simile).

COSA SUCCEDE SE SI RISCONTRA UN DECADIMENTO AI TEST?

Se la valutazione della memoria evidenzia un decadimento evidente, occorre effettuare una serie di esami strumentali, quali la Risonanza Magnetica (RM), la PET o la SPECT, e una visita neurologica approfondita. La valutazione della memoria rappresenta il primo (e forse il più importante) segnale di una possibile demenza (esistono diversi tipi di demenze), ma la diagnosi ultima può essere effettuata solo integrando il dato cognitivo con le altre analisi cliniche e strumentali. Nel caso fosse confermata la diagnosi di demenza e’ molto utile offrire sia al paziente che ai suoi famigliari (partner, figli) un supporto psicologico per imparare ad accettare i limiti e i cambiamenti che questa malattia progressivamente comporta.