Parkinson

La malattia di Parkinson (il cui nome deriva dal medico inglese James Parkinson, che pubblicò la prima descrizione dettagliata nel suo trattato) è un disturbo del sistema nervoso centrale, caratterizzato principalmente da una degenerazione di alcune cellule nervose situate in una zona profonda del cervello (sostanza nera). Queste cellule producono un neurotrasmettitore, una sostanza chimica che trasmette messaggi a neuroni in altre zone del cervello, la dopamina. Questa sostanza è responsabile dell'attivazione di un circuito che controlla il movimento. Con la riduzione di almeno il 50% dei neuroni dopaminergici viene a mancare un'adeguata stimolazione dei recettori, cioè delle stazioni di arrivo.

I neuroni dopaminergici della sostanza nera sofferenti, osservati al microscopio, mostrano al loro interno corpuscoli sferici denominati corpi di Lewy, composti prevalentemente da alfasinucleina. Sono considerati una caratteristica specifica della malattia di Parkinson.

Il Parkinson si riscontra nella stessa percentuale nei due sessi ed è presente in tutto il mondo. I sintomi possono comparire a qualsiasi età, anche se un esordio prima dei 40 anni è insolito e prima dei 20 è estremamente raro. Nella maggioranza dei casi i primi sintomi si notano intorno ai 60 anni.

Il motivo per cui questi neuroni rimpiccioliscono e poi muoiono non è ancora conosciuto, ed è tuttora argomento di ricerca.
La malattia di Parkinson è caratterizzata da tre sintomi classici: tremore, rigidità e lentezza dei movimenti (bradicinesia), ai quali si associano disturbi di equilibrio, atteggiamento curvo, impaccio all'andatura, e molti altri sintomi, definiti secondari, perchè sono meno specifici e non sono determinanti per porre una diagnosi.

All'inizio i pazienti riferiscono una sensazione di debolezza, di impaccio nell'esecuzione di movimenti consueti, che riescono a compiere stancandosi molto facilmente; in genere non si associa una sensazione di perdita di forza muscolare.

Le possibili conseguenze psicologiche del Parkinson possono essere:

  • depressione
  • apatia
  • ansia
  • forte stress
  • confusione mentale
  • disturbi del linguaggio
  • deficit nella pianificazione e nel pensiero astratto